Una bambina e basta

levi una bambina e basta

 

Non mi piacciono i grandi quando decidono di farti un discorso: si sentono evoluti e magnifici, ti guardano negli occhi, cercano il tono a mezza altezza… ora saprai tutto anche tu, ci penseranno loro a impacchettarti la notizia come una merendina.

Io non voglio ascoltare proprio niente, non perché abbia paura di chissà quali segreti, ma perché mi annoia tutto il teatrino. Questo non lo capiscono. Dal momento in cui hanno deciso di rovesciare nelle tue braccia il dono della loro confidenza, tu devi essere lì come un uccello neonato che aspetta il cibo dal becco della madre. E invece non è vero niente.

Tanto lo so già che c’è qualcosa nell’aria.

 

 

Nel 1938 Lia Levi ha sei anni. Un giorno la mamma le spiega che dovrà cambiare scuola  perché Mussolini non vuole più che i bambini ebrei vadano in classe con gli altri.  Quello che accade nei sei anni successivi è narrato dal punto di vista della bambina: la scuola ebraica, il licenziamento del padre, il trasferimento a Roma e infine il periodo trascorso  in un convento di suore (con un nuovo nome “cattolico”) per sfuggire alle deportazioni.

Lia Levi (Pisa 1931) è giornalista, sceneggiatrice e scrittrice. Ha fondato e diretto per 30 anni il mensile della comunità ebraica “Shalom”.  “Una bambina e basta”(1994, Premio Elsa Morante) è il suo primo romanzo.  Rivolto a un pubblico adulto, ma adottato nel corso degli anni in molte scuole, è uno dei primi testi  che raccontano l’impatto che le leggi razziali ebbero sui bambini ebrei in Italia.

 

Lia Levi, Una bambina e basta (1994)

Date: martedì 12 & 26 giugno

 Ore: 15.30 – 17.00

Numero massimo: 8

2 lezioni, £30 (l’acquisto del libro è a carico dei partecipanti)

 

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